La Coscienza Atomica (Parte 1) – V.M. Fulcanelli, V.M. Samael Aun Weor

Parte I: La Scienzia Materialista – La Scienza Alchemica – Intervista a Fulcanelli

L'Alchimia di Fulcanelli di Juliet Champagne
L’Alchimia di Fulcanelli di Juliet Champagne

In una certa occasione, in una conferenza affermai che, gran parte dei postulati della così chiamata scienza materialista, saranno le menzongne del domani, e non mancò chi, armi pronte, uscí a difendere la sua posizione contraria alla mia affermazione.

Peró, non sono l’unico, né il primo, né l’ultimo ad affermarlo: “Udiamo dire che l’idea della Pietra Filosofale fu un errore, peró tutte le nostre opinioni sono partite da errori, e ció che consideriamo oggi essere la verità in chimica, forse sarà riconosciuto domani come una bugia.” “J.VON LIEBIG, FAMILIAR LETTERS IN CHEMISTRY”.

La “Botanica”, per esempio, considerato il ramo della scienza che studia i vegetali, è un altro termine male impiegato. Tra i greci antichi, i “Botani” erano, letteralmente “gli abitanti dell’erba”, ossia, le intelligenze elementali o anime delle piante. In questo modo, la “Botanica” dovrebbe essere, per rigorosa scienza, lo studio degli abitanti dell’erba e non unicamente lo studio di queste ultime.

Se, in rigorosa accezione accademica, la scienza materialista è: “Conoscenza ESATTA e ragionata di certe cose”, non dovrebbe, quindi, errare, essendo una “conoscenza esatta”.

E, sì, errare è, puramente, sinonimo di mentire, e, d’altra parte, la scienza materialista che significa “conoscimento esatto”, ha errato in innumerevoli occasioni, è menzognera, falsa e estremamente orgogliosa, perché non accetta i suoi propri errori, li giustifica in mille maniere.

Scienza senza Coscienza! Che occorrenza! Lo stesso vale per lo scienziato incosciente. Fin dal momento in cui la chiamata scienza si divorziò dai principi mistici e filosofici, tolse l’anima alla investigazione. La matematica, chiamata “scienza esatta”, non ebbe come uno tra i suoi padri il Divino Pitagora, tantoe enunciato nelle nostre aule docenti? E, ci viene detto in queste che egli fu lo scopritore delle tabelline per le moltiplicazioni, del sistema decimale e del teorema che porta il suo nome.

E, quale studioso negherebbe che fu un grande filosofo e mistico nel pieno senso della parola?
Che diremo di Paracelso, uno dei fondatori della medicina sperimentale, scopritore della esistenza dello zinco come metallo indipendente, che definì la tossicità dell’arsenico, segnalando inoltre la efficacia terapeutica (“antileutica”) del rosso di mercurio precipitato? Paracelso fu uno dei promotori dell’Alchimia Mistica, la quale propone una autentica trasformazione della persona, nella persona.

Alberto Magno (Alchimista) fu il primo a preparare la potassa caustica e a dedurre la composizione del cinabro (solfato di mercurio). Basilio Valentino (Alchimista) scoprí, oltre all’antimonio, gli acidi cloridico e solforico. Attualmente è già abbastanza famoso il grande fisico nucleare e Alchimista conosciuto con il nome di Fulcanelli, le cui due opere (“Il Mistero delle Cattedrali” e “Le Dimore Filosofali”) apparirono rispettivamente nel 1926 e 1930.

Trascriverò a continuazione ció che Loius Pawels descrive nella sua opera “Il Ritorno degli Stregoni”, riguardo una intervista che il suo amico Jacques Bergier tenne nel 1937 con l’Adepto Fulcanelli:

<< Su richiesta di André Helbronner (notevole fisico nucleare francese), il mio amico (Jacques Bergier, assistente di Helbronner) intervistò il misterioso personaggio nel prosaico scenario di un laboratorio per esperimenti della Società del Gas, di Parigi. Qui la sua esatta conversazione : “Monsieur André Helbronner, del quale ho inteso voi siete un aiutante, va cercando l’energia nucleare. Monsieur Helbronner ha avuto l’amabilità di mettermi al corrente di alcuni dei risultati ottenuti, specialmente dell’apparizione della radioattività corrispondente al Polonio, quando un filo di Bismuto è volatilizzato da una scarica elettrica nel seno del deuterio ad alta pressione.

Siete molto vicini all’esito, come alcuni saggi contemporanei. Mi permette che vi metta in guardia? I lavori a cui vi dedicate voi e i vostri simili sono terribilmente pericolosi. E non solo siete voi coloro che sono in pericolo, ma anche l’Umanità intera. La liberazione dell’energia nucleare è piú facile di quello che pensa. E la radioattività superficiale prodotta può avvelenare l’atmosfera del Pianeta in alcuni anni. Inoltre, possono fabbricarsi esplosivi atomici con alcuni grammi di metallo e radere al suolo città intere. Ve lo dico chiaramente: gli alchimisti lo sanno già da molto tempo.” “Bergier si mise a interromperlo, protestando. Gli alchimisti e la fisica moderna! Stava per far esplodere il suo sarcasmo, quando l’altro lo attaccò: “Già so ciò che mi dirà: gli alchimisti non conoscevano la struttura del nucleo, non conoscevano la elettricità, non avevano nessun mezzo di detezione. Non poterono, quindi, realizzare alcuna trasmutazione, non poterono, quindi, liberare mai l’energia nucleare. Non tenterò dimostrarle ciò che sto per dirle ora, pero le prego che lo ripeta a Monsieur Helbronner: bastano certe disposizioni geometriche di materiali estremamente puri per scatenare le forze atomiche, senza necessità di usare l’elettricità e la tecnica del vuoto. E ora mi limiterò a leggerle alcune brevi linee”. L’uomo prese da sopra la sua scrivania l’opera di Fréderic Soddy, L’interprétation du Radium, la aprí e lesse: “Penso che esistettero nel passato civilizzazioni che conobbero l’energia dell’atomo e che furono totalmente distrutte per il cattivo uso di questa energia. Poi proseguì: “La prego che ammetta che alcune tecniche parziali sono sopravvissute. Le chiedo anche che rifletta sopra il fatto che gli alchimisti mescolavano preoccupazioni morali e religiose coi propri esperimenti, mentre la Fisica moderna nacque nel secolo XVIII dai divertimenti di alcuni signori e di alcuni ricchi libertari. SCIENZA SENZA COSCIENZA… Ho creduto che avrei fatto bene avvertendo alcuni investigatori, qui e là, però non possiedo la minima speranza che la mia avvertenza fruttifichi. Per tutti gli altri, non necessito la speranza.” Bergier si permise di fare una domanda: “Se lei stesso é alchimista, signore, non posso credere che impieghi il proprio tempo nel tentativo di fabbricare oro, come Dunikovski o il dottor Miethe. Da circa un anno, sto tentando di documentarmi sull’alchimia e solo incorro in ciarlatani o in interpretazioni che mi paiono fantastiche. Potrebbe lei, signore, dirmi in cosa consistono le sue investigazioni?” “Mi chiede che le riassuma in quattro minuti quattro mila anni di filosofia e gli sforzi di tutta la mia vita. Mi chiede, inoltre, che traduca in linguaggio chiaro concetti che non ammettono il linguaggio chiaro. Posso nonostante tutto, dirle questo: non ignora che, nella Scienza officiale oggi in progresso, la carta dell’osservatore è ogni volta piú importantante. La relatività, il principio di incertezza, mostrano fino a che punto interviene oggi l’osservatore nei fenomeni. Il segreto ell’alchimia è questo: esiste un modo di manipolare la materia e l’energia in maniera tale che si produca ciò che gli scienziati contemporanei chiamerebbero un campo di forza. Questo campo di forza, attua sopra l’osservatore e lo colloca in una situazione privilegiata di fronte all’Universo. Da questo punto privilegiato possiede accesso a realtà che lo spazio e il tempo, la materia e l’energia, solgono occultarci. É ciò che noi chiamiamo la Grande Opera.” Però, e la pietra filosofale? E la fabbricazione dell’oro? “Quelle non sono altro che applicazioni, casi particolari. L’ESSENZIALE NON È LA TRASMUTAZIONE DEI METALLI, MA QUELLA DELLO STESSO SPERIMENTATORE. È UN SEGRETO ANTICO CHE VARI UOMINI INCONTRERANNO IN TUTTI I SECOLI”. “E in che cosa si converte dunque?” “Forse un giorno lo saprà”.

Il mio amico non vedrà mai più quell’uomo, che lasciò delle tracce indelebili sotto il nome di Fulcanelli. Tutto ciò che sappiamo di lui è che sopravvisse alla guerra e scomparse completamente dopo la Liberazione. Tutti i tentativi per incontrarlo fracassarono. Queste missioni furono ben reali, perché se ne occupò la commissione “Alsos”, patrocinata dalla CIA americana, che, dopo il 1945, ebbe ordini molto restrittivi di incontrare tutti coloro che avessero tenuto relazione alcuna con la scienza atomica in Europa. Bergier fu chiamato a dichiarare, però non potè proporizionare alcuna pista al comandante che lo interrogò. Egli gli permise di esaminare il primo documento conosciuto riguardo l’utilizzo militare dell’atomo…

Jacques Bergier comprovò allora che la pila atomica fu descritta perfettamente come “una struttura geometrica di sostanze estremamente pure” e che, d’altra parte, questo meccanismo non richiedeva l’elettricità né la tecnica del vuoto, proprio come aveva predetto Fulcanelli.

L’informativa terminava esponendo la possibilità che si produca una contaminazione atmosferisca suscettibile ad estendersi su tutto il Pianeta. Si comprende che tanto bergier come gli ufficiali americani desideravano incontrare un uomo la cui esistenza era una prova indubitabile che la scienza alchemica porta con sé molte decadi di vantaggio rispetto la scienza officiale.

E se Fulcanelli occupava una posizione tanto vantaggiosa rispetto alle conoscenza atomiche, doveva essere anche informato sopra molti altri argomenti, e forse per questo furono vane tutte le investigazioni per trovarlo.>>

(Continua nella Seconda Parte con Intervista ad Einstein …)

V. M. Samael Aun Weor – Tratto e liberamente tradotto dal libro gratuito “La Piedra Filosofal(Download – 43 MB) editato dal V.M. Thoth-Moisés.